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mercoledì 27 gennaio 2010

Come realizzare un acquario aperto


Per quanto riguarda l'acquario aperto possiamo dire che la superficie della vasca è sfruttabile come proseguimento dello scenario.
Le piante galleggianti e le foglie sopra il livello dell'acqua sono elementi in più che abbelliscono il vostro acquario.

Se disponete di una vasca piuttosto grande, potete aggiungere radici di torbiera e piante da appartamento.
L'illuminazione è molto importante, ed è necessario dare luce all'acquario aperto con illuminazione pendente, se volete che le piante crescano sopra e sotto la superficie dell'acqua, lasciate almeno 45 cm tra la luce e le foglie per non surriscaldarle.


L'acquario aperto necessita anche di una notevole ventilazione, infatti se la fonte luminosa risulta essere molto calda, è opportuno sistemare una ventola per creare una corrente fresca sopra l'acquario.


La dimensione minima per questo tipo di acquario è 45x45x120 cm, le piante più adatte sono: Anubias congenis, Cabomba piauhyensis, Cryptocoryne parva, Echinodorus grandiflorus, Echinodorus tenellus, Nuphar japonica, Nymphaea lotus var. rubra.


Per quanto riguarda le piante galleggianti le più adatte sono: Pistia stratiotes e Salvinia auriculata.
La scelta dei pesci per le vasche di questo genere deve essere ben ponderata, infatti alcune specie potrebbero saltare fuori dalla vasca, i pesci accetta ad esempio, sono dei grandi saltatori e possono essere inseriti in acquario solo se le foglie galleggianti del Loto d'Egitto forniscono una valida copertura a pelo dell'acqua.

Possono essere inseriti pesci che aiutino la manutenzione della vasca come i mangiatori di alghe, ad esempio i Otocinclus, che brucano le foglie di Echinodorus Tenellus, i Corydoras invece, rimuovono detriti dalle piante a foglia sottile in primo piano.

I Tetra e le Rasbore formano branchi molto carini tra la vegetazione, per un effetto più appariscente inserite gruppi numerosi di neon.

lunedì 8 giugno 2009

L’ossigeno e le piante

L’ossigeno è utilizzato dalle piante sia nella sua forma gassosa (O2) sia scindendo la molecola dell’acqua (H2O) e in quella dell’anidride carbonica (CO2). L’ossigeno è uno dei componenti strutturalie delle cellule ed è utilizzato durante la fotosintesi, divenendo poi anche un suo prodotto di scarto. Le piante ottengono la maggior parte di ossigeno attraverso le radici e la respirazione. Le piante acquatiche sono dotate di ampi canali interni che garantiscono buona parte della loro struttura e che servono a trasportare ossigeno lungo la pianta, in particolare verso le radici. Quando l’ossigeno raggiunge e fuoriesce dalle radici, si lega al carbonio e ai composti organici nel substrato, formando CO2 assorbita poi durante la fotosintesi. Il rilascio di ossigeno attorno alle radici aiuta anche ad impedire le condizioni localizzate di anaerobiosi, in grado di danneggiarle. Nonostante l’intenso utilizzo e rilascio di ossigeno, le piante non funzionano bene con alte concentrazioni di ossigeno e richiedono un basso contenuto di ossigeno disciolto. Ciò perché, quando i livelli di ossigeno disciolto sono alti, diversi nutrienti, soprattutto il ferro (Fe), lo legano e diventano troppo grossi perché le piante riescano ad assorbirli. Gli alti livelli di ossigeno impediscono anche alle piante di ottenere gli altri nutrienti essenziali in quantità sufficienti. Nelle ore di luce, le piante fotosintetizzano e producono ossigeno di scarto, per cui non insorgono mai problemi legati alla sua carenza. L’ossigeno cala solamente di notte, quando le piante interrompono la fotosintesi ma continuano a usare ossigeno per la respirazione. In un acquario ricco di vegetazione, con scarso movimento dell’acqua o parecchie piante galleggianti, si riduce lo scambio di gas aria/acqua e i livelli di ossigeno possono calare. Generalmente non si riducono eccessivamente per le piante, ma possono scendere sotto la soglia necessaria per i pesci. Di solito però, non è necessario fornire ossigeno e aerazione in un acquario con la vegetazione. Solitamente gli acquari ben piantumati hanno litraggi che permettono alle piante ed ai pesci di avere, durante la notte, una buona ossigenazione grazia all’ossigeno rilasciato dalla vegetazione durante il giorno e dal continuo scambio tra la superficie dell’acqua e l’aria, se il vostro acquario ha un buon movimento superficiale.

Respirazione delle piante

Il processo di respirazione si verifica in ogni organismo complesso e in tutte le cellule delle piante. Aiuta a rompere le fonti di nutrimento e a rilasciare energia nella cellula. Durante la respirazione, l’ossigeno è utilizzato mentre l’anidride carbonica è rilasciata come sottoprodotto. L’equazione chimica del processo è l’esatto contrario della fotosintesi, apparte la luce solare che non viene coinvolta. A differenza della fotosintesi, la respirazione è un processo continuo che non si interrompe durante la notte. Quindi, la fotosintesi immagazzina energia, mentre la respirazione la rilascia. È importante considerare la respirazione delle piante perché, in un acquario con molta vegetazione, ha un effetto non trascurabile sui livelli di ossigeno. Nell’arco delle 24 ore, le piante rilasciano più ossigeno con la fotosintesi di quanto ne consumino durante la respirazione. Questo è il motivo per qui molte piante a crescita e fotosintesi veloce vengono comunemente vendute come piante ossigenatici per laghetti e acquari. Oltre alle piante, anche pesci e batteri consumano ossigeno in continuazione attraverso la respirazione; soprattutto i batteri sono i maggiori consumatori di ossigeno in acquario. Nel periodo di buio, un acquario ricco di piante può velocemente impiegare l’ossigeno fino ad un livello così basso da causare sofferenza ai pesci. Il problema è in genere isolato ad acquari ricchi di piante con aerazione o movimento dell’acqua scarsi, ed è possibile porvi rimedio aumentando l’ossigenazione durante il periodo di oscurità. Una leggera aerazione o un forte movimento superficiale, attraverso l’uso di pompe e filtri, di solito garantisce sufficiente ossigeno e ne previene carenze. In generale, le piante non gradiscono alti livelli di ossigeno perché riducono la loro capacità di ottenere i nutrienti. Di conseguenza,una reazione costante non è benefica pr acquari con una fitta vegetazione e dovrebbe essere impiegata solo di notte. L’obbiettivo in un acquario con vegetazione è di bilanciare l’esigenze delle piante con quelle dei pesci.

venerdì 27 marzo 2009

CO2 perchè è necessario usarla


Il carbonio è un elemento fondamentale che costituisce buona parte della struttura cellulare di tutte le forme di vita.

Per le piante, in particolare, è la fonte di nutrimento principale e viene assunto mediante la fotosintesi, secondo la seguente formula un po’ semplificata:

Anidride carbonica (CO2) + Luce + Acqua (H2O) = Zuccheri (Energia) + Ossigeno (O2)

Le piante acquatiche che inseriamo nei nostri acquari, a differenza di quelle terrestri che utilizzano l’ anidride carbonica libera, inesauribile, presente nell’ aria, sono costrette a sfruttare metodi più complessi di assimilazione del carbonio:

Dall’ anidride carbonica libera CO2 presente nell’ acqua (simile al metodo utilizzato dalle piante terrestri).

Sottraendolo dall’ acido carbonico H2CO3 (una piccola parte dell’ anidride carbonica immessa in acqua diventa acido carbonico).

Sottraendolo dai carbonati e dai bicarbonati, ad esempio carbonato di calcio CaCO3 (costituiscono la durezza carbonatica).

L’ anidride carbonica libera in acqua scarseggia sempre, è un gas molto volatile che tende a disperdersi lentamente per raggiungere un equilibrio con quello dell’ aria, soprattutto se l’ acqua è mossa in superficie. In condizioni di carenza di CO2 e quindi di carenze nutritive, le piante stenteranno a crescere ed entreranno in competizione tra loro, nel tentativo di sottrarre il carbonio da tutte le altre fonti disponibili, in particolare dai carbonati e dai bicarbonati. Questo processo si chiama decalcificazione biogena e causa la riduzione graduale della durezza carbonatica (KH) che può assumere valori pericolosamente bassi e conseguenti valori instabili del PH. E’ solo somministrando regolarmente anidride carbonica libera che le nostre piante acquatiche avranno sempre disponibile la loro fonte essenziale di nutrimento.

I vantaggi sono molteplici:

  1. Crescita rigogliosa e sana delle piante che trovano nutrimento in abbondanza

  2. Facilità nella fotosintesi e conseguente cessione di ossigeno.

  3. Stabilità del PH che viene tenuto basso grazie all’ acido carbonico. Maggior assimilazione delle piante di sostanze inquinanti.
  4. Maggior cessione delle piante di sostanze antibiotiche.

  5. Si evita la Decalcificazione biogena.